EMILIO LUSSU, di Camillo Bellieni, Edizioni Condaghes

EMILIO LUSSU, di Camillo Bellieni, Edizioni Condaghes

ANTONELLO PIPERE

A CURA DI MATTEO PORRU, IN EDIZIONE BILINGUE

Si tratta della ristampa di un volumetto su Emilio Lussu pubblicato da Bellieni nel 1924 per le “Edizioni il Nuraghe”, la collana diretta a Cagliari da Carta Raspi nei primi decenni del Novecento.
Il lettore penserà a una copiosa biografia su Emilio Lussu. In realtà niente a che vedere con la documentata e fortunata vita di Giuseppe Fiori (Il cavaliere dei Rossomori); e non poteva essere diversamente, trattandosi di memorie, scritte quando Bellieni e Lussu erano allora giovanissimi (del 1893 il primo, del 1890 il secondo) e con altre battaglie politiche da affrontare. Il libro è una bella rievocazione del primo incontro tra i due sardisti avvenuto sul Carso nell’inverno del 1915, in uno dei momenti più drammatici del conflitto. Le descrizioni dell’autore restituiscono vividamente l’aspetto fisico di Emilio Lussu, le doti militari, i tratti eroici del personaggio, gli aspetti del carattere e i momenti di guerra più clamorosi che contribuiranno a rafforzare l’immagine carismatica del combattente della Brigata Sassari. In questo senso il testo si presenta come un interessante documento sulla prima guerra mondiale e sulla Brigata Sassari.

Altrettanto interesse rivestono anche le motivazioni ideali che sono alle origini del testo. Per queste si può leggere l’introduzione di Claudio Cugusi, che rievoca perfettamente il contesto storico in cui nasce il libro di Bellieni. Siamo nel ’24, successivamente alle trattative tra Il Partito Sardo d’Azione e il generale Asclepia Gandolfo, condotte da Emilio Lussu su incarico del direttorio sardista. In questa luce si comprende meglio l’obiettivo politico di Camillo Bellieni -“fortissimamente contrario alla fusione tra il sardismo e il fascismo” – con la scelta di pubblicare proprio in quel momento un testo biografico: un tentativo di “rigenerazione dell’immagine di Lussu davanti al vastissimo popolo sardista”, vistosamente appannata dopo le incerte mediazioni con il “regime”. Un atto di generosità dunque nei confronti del compagno di partito e allo stesso tempo un’azione politica intelligente: finalizzata a “riportare i sardisti detrattori di Emilio Lussu verso le radici del Movimento dei combattenti e i reduci di guerra che generò nell’Isola il fenomeno del P.S.d’Az.”.

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