LE DUNE DI CAPO COMINO, Un ecosistema fragile

LE DUNE DI CAPO COMINO, Un ecosistema fragile

ALESSANDRO SANNIA

Tra gli ecosistemi più significativi della costa orientale bisogna ricordare il sistema dunale di Capo Comino che si configura come un contesto ambientale “a rischio” a causa di modifiche naturali e di origine antropica e pertanto necessita di attenzione e di tutela, in modo da intervenire per conservarne nel tempo la valenza naturalistica. Il territorio ricade nel Comune di Siniscola e si trova all’interno del SIC (Sito d’interesse comunitario) Berchida-Biderosa e pertanto è soggetto alle regole previste nel Piano di gestione.

Da un’osservazione del contesto dunale effettuata con la fotografia aerea, avvenuta in un arco di tempo compreso tra il 1954 e il 2018, è possibile constatare il graduale e progressivo spostamento in direzione sud-est dei cumuli sabbiosi. Tale variazione è probabilmente dovuta all’impatto determinante dei venti di maestrale specialmente in corrispondenza della zona sabbiosa più estesa verso l’entroterra. L’area è attualmente attraversata da una breve strada asfaltata che conduce all’arenile e nel tempo ha subito un vistoso aumento di vegetazione: alberi ad alto fusto della specie “pino marittimo”, impiantati durante le bonifiche della vicina zona di Mandras (primi anni Cinquanta); mentre la flora endemica del sistema dunale è caratterizzata dalla presenza di ginepri e da altre piante a basso fusto. Il pino marittimo, così come si è adattato, modifica il processo vitale delle dune non consentendo il naturale trasporto della sabbia e creando un manto di copertura sopra lo strato sabbioso per gran parte costituito dal fogliame di caduta.

E’ dunque evidente che la vegetazione atipica crea un ostacolo al naturale movimento del sistema dunale in direzione sud-est, costruendo una barriera tra l’area a nord, verso S’ena e sa chitta, e quella a sud verso il faro.

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