MARIA CASAROLLI

MARIA CASAROLLI

NEL SECONDO DOPOGUERRA IN BARONIA E GALLURA, TRA IMPEGNO SOCIALE E AIUTO ALLA PERSONA

 

Per comprendere meglio il momento in cui ha operato la Casarolli nella realtà di Siniscola è importante rievocare quegli anni siniscolesi e ritornare indietro nel tempo anche con l’aiuto delle belle fotografie esposte nella mostra curata dalla Bibioteca Comunale e dal Centro studi Luigi Oggiano[i]. Sappiamo che Maria Casarolli nasce a Rovigo il 21 ottobre 1914, si diploma a Firenze nel ’46 come ostetrica e giunge a Siniscola nel 1948 dove prende servizio come direttrice dell’ONARMO[ii],  e vi rimane fino al 1973; vi ritornerà  nel ’75 per una breve visita in quei luoghi dove aveva operato.  Morirà a Rovigo  il 21 agosto 2003 a 89 anni[iii].

A Siniscola svolse gran parte del suo servizio di operatrice nell’edificio di via Roma, dove attualmente ha sede l’attuale biblioteca comunaleDa qui si recava nel territorio del Nuorese e della bassa Gallura, con ricorrenti escursioni per l’assistenza alle donne in maternità nei paesi della Baronia, ma principalmente da Siniscola per Lodè, Torpè, Posada e verso i centri abitati di San Teodoro e Budoni, allora frazioni di Posada insieme a quell’universo di minuscoli centri abitati che poi confluiranno nei due centri maggiori nell’ambito dei nuovi assetti amministrativi. Ma l’area dei suoi spostamenti comprendeva anche la bassa Baronia, fino a Dorgali, Bitti, Lula e Orgosolo. Un percorso allora non semplice da percorrere, caratterizzato da una viabilità difficile da transitare, tra desolate colline e brulle vallate, allora frequentate unicamente da pastori e da contadini. Partendo dalla sede di Via Roma, dove operava direttamente, raggiungeva in auto e con motociclette proprie, i distaccamenti più piccoli, centri dotati anch’essi di edifici gestiti dall’ONMI, secondo quella struttura organizzativa prevista dalle norme allora vigenti (Legge n.2277 del 1925/ n. 1904 del 1926/ e n. 298 del 1933) che prevedevano un’assistenza in ambito provinciale e comunale. Maria Casarolli svolgeva il ruolo di Assistente Sanitario Vigilante, in altre parole un ruolo di coordinamento della struttura di via Roma con responsabilità sul personale e sul funzionamento della Casa. Era un ruolo di primo piano, svolto con tenacia e determinazione  ̶  e forse non poteva essere svolto diversamente   ̶  , attraverso un contatto frequente e disinteressato con le famiglie, che le permetteva di instaurare reciproche interazioni di fiducia. Dalle informazioni d’archivio sappiamo che l’edificio era costruito in un’area edificabile di mq 953,80, inizialmente di proprietà di Giovanni Dalu, acquistata dall’Amministrazione Comunale di Siniscola per costruirvi la Casa della Madre e del Bambino in esecuzione  della delibera n. 31  del 29 agosto 1942[iv].  Il consultorio, dopo alcune riprese,  fu completato solo nel 1954[v]  e nei primi anni le funzioni previste secondo le disposizioni dell’ ONMI si svolsero nella casa del Cavalier Giovanni Puxeddu, improvvidamente abbattuta nel 1976[vi],  e di cui abbiamo nelle immagini della mostra fotografica qualche interessante particolare, che evidenzia efficacemente un esemplare architettonico di casa padronale, situato nel centro dell’abitato.

Dal verbale di consegna della Casa della Madre e del Bambino di via Roma risultano con esattezza le dimensioni dell’edificio, l’articolazione interna con le stanze funzionali al lavoro quotidiano[vii]. Inoltre risultano i nomi del progettista, il geometra Mario Galleri, del sindaco Romeo Capitta, del Presidente dell’ONMI di Siniscola, di Maria Casarolli Assistente Sanitario Vigilante nominato dalla Federazione e di Rodolfo Baiguini, assistente dei lavori per conto dell’impresa Orizio Battista. L’edificio diventerà pienamente operativo dal 1955, quando si risolveranno definitivamente le difficoltà per un sicuro approvvigionamento idrico[viii]. Da una comunicazione  proveniente dalla Federazione di Nuoro, inviata al Sindaco di Siniscola e alla Casarolli,  risultano le indicazioni per la cura del giardino, situato nello spazio esterno all’edificio, per sottrarlo temporaneamente all’incuria[ix].

La gestione della Casa della Madre e del Bambino era affidata al Comitato di Patronato Locale, costituito dal sindaco (allora Romeo Capitta), dal medico di base, dal sacerdote (Monsignor Raimondo Calvisi nella fase iniziale), dall’Assistente Sanitario Vigilante e dall’Assistente Sanitario Economo.

La Casarolli svolgeva il suo ruolo con una responsabilità diretta sul funzionamento della struttura e sul personale impegnato[x]. In questa direzione, tra i documenti d’archivio è illuminante la lettera da lei indirizzata al personale, alla Federazione di Nuoro, al Sindaco di Siniscola. Si tratta di un documento di grande interesse, che evidenzia molto efficacemente la volontà di perseguire il proprio ruolo con una attitudine direttiva e  una forza d’animo ispirate da reali motivazioni professionali e filantropiche[xi].

Per quanto riguarda il periodo appena successivo all’arrivo a Siniscola, sappiamo che la Casarolli abitava inizialmente in una casa d’affitto[xii]. Successivamente verrà ospitata in un alloggio situato all’interno del Consultorio di via Roma, che le permetteva di accogliere anche altre persone (come la madre) per brevi periodi di permanenza[xiii].

Da altri importanti documenti provenienti dalla federazione nuorese risulta il funzionamento del servizio, sempre attivo nei locali di via Roma. Il refettorio era assicurato per alcuni mesi all’anno nei giorni feriali e sostenuto da una retta giornaliera a carico della federazione[xiv]. Da una nota successiva del consultorio di Siniscola risulta che la refezione era assicurata fino a 200 bambini e non più di 40 donne[xv]. La Casa della Madre e del Bambino di Siniscola svolgeva così funzioni di Ufficio di Assistenza sociale, di Consultorio Ostetrico e Pediatrico, di Refettorio Materno e Asilo Nido[xvi].  Il servizio di refezione era assicurato ai bambini indicati dal Patronato e scelti tra i “poveri del paese”, inoltre era prevista anche una refezione fino a 40 donne gestanti fino al sesto mese di gravidanza, nutrici fino al settimo mese, aventi diritto a una refezione secondo un rigoroso protocollo alimentare previsto nelle tabelle alimentari da svolgere direttamente nel refettorio[xvii] per i bambini e per le donne[xviii].

La Casarolli lascerà Siniscola nel 1973,  dopo 25 anni di permanenza. Gli anni vissuti nella realtà di Siniscola saranno tra i più intensi della sua esistenza, vissuti con vitalismo e autentica profusione di energie fisiche e intellettuali, così come si legge anche in una frase scritta nel retro di una delle tante fotografie raccolte per la mostra: “Non vorrei che mai venisse la sera“. Le donne e i tanti bambini di Siniscola saranno sempre vivi nei suoi ricordi e motivazione di alcuni saltuari rientri nell’Isola.

La Casa della Madre del Bambino rimarrà aperta con le funzioni attribuite dall’ONMI fino al gennaio del 1976. Il 18 dicembre 1975 viene varata la legge n. 693 ( G.U, 31 dicembre 1975)  che prevedeva l’abolizione dell’ONMI e una diversa ripartizione delle funzioni di assistenza tra Regioni, Province, Comuni[xix]. A questi ultimi viene assegnata la competenza dei comuni sugli asili nido e dei consultori. Per cui l’edificio di Via Roma continuerà la sua esistenza alternando anche momenti di incuria fino al 2007. Da  allora, dopo un triennio di abbandono,  avviene il restauro nel 2010 per una nuova destinazione come Biblioteca Comunale, funzione culturale che tuttora riveste in modo sempre più essenziale nella realtà di Siniscola[xx].

Gli anni più difficili sotto il profilo economico e sociale per la realtà in cui operò la Casarolli furono quelli appena successivi al conflitto bellico (1940-’45). Nel corso di un trentennio successivo al ’45, il quadro economico migliora sensibilmente come si evince anche dai dati sugli andamenti demografici[xxi] e dal sensibile aumento dei diplomati e dei laureati[xxii].

Nel quadro generale dello sviluppo economico che ha caratterizzato gli anni del secondo dopoguerra in Italia, anche gli abitanti di Siniscola lasciano alle spalle condizioni di arretratezza.  Forse proprio dal conforto dei dati statistici, in merito a un deciso aumento della popolazione e delle  condizioni di vita, si può constatare un effetto, forse parziale ma significativo, del ruolo svolto da Maria Casarolli nei suoi anni di Siniscola, alla quale, seppure tardivamente, bisognava manifestare pubblicamente i dovuti ringraziamenti!

[i] Per il Centro Studi Luigi Oggiano l’allestimento della mostra è stato a cura dell’architetto Alessandro Sannia.

[ii] Sigla dell’Opera Nazionale di Assistenza Religiosa e Morale degli Operai, organizzazione di assistenza religiosa, sociale, sanitaria ed economica degli operai, fondata nel 1926 sotto il patrocinio della S. Congregazione Concistoriale. L’ONARMO, che è stata sciolta nel 1971, svolgeva la sua attività tra i lavoratori di ogni tipo di azienda e tra le classi più povere, provvedendo alle mense popolari. L’apostolato religioso era affidato ai cappellani del lavoro, i servizi sociale e sanitario rispettivamente alle assistenti sociali e agli ospedali specializzati.

[iii] Sappiamo che Maria Casarolli nasce a Pincara in provincia di Rovigo il 21 ottobre del 1914, da Filippo Casarolli e da Domitilla Cavallari, aveva un fratello, Mario, e una sorella Angela, detta Ina.

A Firenze nel 1946 si diploma come ostetrica e nel 1948 è in Sardegna fino al 1973. A Siniscola viene assunta direttamente dall’ONMI, che aveva sede a Nuoro nella Federazione Provinciale, da dove provenivano le direttive verso le diverse sedi dislocate nei comuni.

A Siniscola lavora inizialmente nei locali della Casa Puxeddu fino al 1954 quando viene consegnato l’edificio di Via Roma, Casa della Maternità e dell’Infanzia, dove assume la direzione dei locali e del personale impegnato. L’ONMI era gestito localmente da un comitato composto dal Sindaco, dal medico di base e dall’assistente sanitario (la Casarolli).

 Nei primi anni vive a Siniscola in casa di affitto da Mulargia Gasparina, mentre successivamente le viene conferito un alloggio nei locali ONMI di via Roma dove potrà anche ospitare anche la madre per brevi periodi di permanenza.   Nella realtà di Siniscola instaura buoni rapporti con la comunità che ancora oggi la ricorda con simpatia per i modi determinati e allo stesso tempo coinvolgenti. Da Siniscola si spostava tenacemente verso i comuni di Torpè, Lodè, Posada, San Teodoro e le frazioni del circondario garantendo un servizio di assistenza alle donne e ai nascituri, fino a consumare nei suoi continui spostamenti 5 auto e 5 vespe!

Dopo il 1973 ritornerà altre volte nell’Isola in veste di visitatrice.

Muore a Rovigo il 21 agosto del 2003 all’età di 89 anni.

 

[iv]  Cfr. la delibera richiamata, essendo podestà Francesco Cheratzu, in Archivio Storico del Comune di Siniscola.

[v] Si veda in Siniscola, Lorenzo Del Piano, L’età contemporanea, in Siniscola dalle origini ai nostri giorni, Casa editrice Il Torchietto, Ozieri 1994, pag. 342. A questo proposito si ricorda anche la lettera di Luigi Oggiano al Sindaco di Siniscola del 7 novembre 1950,  che la  considera ancora in fase  di costruzione;  in https://centrostudiluigioggiano.org/wp-content/uploads/2024/08/07-Novembre-1950-Case-popolari-%E2%80%93-Cantiere-Lavoro-1-1.jpg. Nella stessa  lettera è di un certo interesse, nello stesso anno, l’attenzione per la Casa Maternità e Infanzia, ancora  in fase di costruzione.

[vi] Cfr. Giovanni Grecu, Franzischeddu, Tipografia Me.CO, Genova 2006, pag. 196

[vii] Cfr. in Archivio Comunale di Siniscola, Verbale di consegna, 22.11.1954. Il progetto dell’edificio seguiva molto probabilmente lo schema di progettazioni standardizzate provenienti direttamente dalle sedi centrali dell’ONMI:

[viii] Cfr. nota del 12 novembre 1954 dell’Amministrazione Comunale di Siniscola alla Federazione di Nuoro, dove si evidenzia che la Casa della Madre e del Bambino è provvista di allaccio idrico, ma non si può assicurare l’acqua in continuazione, come in altre zone dell’abitato. In Archivio Comunale di Siniscola.

[ix] Cfr.  nota del l’8 novembre 1954, in Archivio del Comune di Siniscola.

[x] Cfr. nota della Federazione dell’ONMI di Nuoro dell’8 marzo 1955, in Archivio Storico del Comune di Siniscola.

[xi] Cfr. lettera di Maria Casarolli al Sindaco, alla Federazione, al Personale dipendente, del 15 giugno 1955, in Archivio Comunale di Siniscola.   Il testo rappresenta un documento di un certo interesse per le finalità etiche e di carattere organizzativo che la responsabile dell’edificio si propone di perseguire nel suo incarico di Presidente della struttura.

[xii] Cfr. lettera di Maria Casarolli del 30 luglio 1954, dove chiede il rimborso delle spese di affitto sostenute anticipatamente all’Amministrazione Comunale di Siniscola, per gli anni tra il ’48 e il ’53; in Archivio Comunale di Siniscola; nella stessa lettera risulta che nel periodo iniziale si trovava in allocazione nella casa della siniscolese Mulargia Gasparina.

[xiii] Cfr. nota di consegna dei locali indirizzata dal Sindaco di Siniscola, Presidente dell’ONMI locale, del 29 ottobre 1954, dove si individua una “camera a lei destinata” e dove la si invita a segnalare ai vigili urbani “lo sconcio “da parte di individui che “all’interno e all’esterno del giardino provvedono ai loro bisogni”.

[xiv] Cfr. in Archivio Comunale di Siniscola, in Lettera della Federazione Provinciale ONMI del 14 novembre 1953, prot.5249.

[xv] Cfr. nota del 4 dicembre 1953.

[xvi] Ibidem.

[xvii] Cfr. nota della Federazione Provinciale di Nuoro del 2 dicembre 1953 al Sindaco di Siniscola, in Archivio Comunale di Siniscola.

[xviii] Cfr. in Archivio Comunale di Siniscola, la tabella Dietetica del 1951.

[xix] Cfr. nota dell’ONMI della Federazione di Nuoro del 19 gennaio 1976, indirizzata ai comuni per l’abolizione dell’ONMI e l’avvio di nuova fase all’interno di un nuovo quadro legislativo.

[xx] Per il restauro dell’edificio e la destinazione a biblioteca si veda la relazione Illustrativa a cura dell’Architetto Tonino Canu.

[xxi] Cfr. Lorenzo del Piano, cit, la popolazione residente nel 1951 era di 5.705 abitanti, nel 1961 di 6.559 persone, e nel censimento del 1971 sale a 7.013 abitanti, nel 1977 circa 8.103 abitanti.

[xxii] Ibidem, pag. 348-49.

    

      

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